DERATTIZZAZIONI - DISINFESTAZIONI
SANIFICAZIONI E DISINFEZIONI AMBIENTALI

Secondo metodiche H.A.C.C.P. - Direttiva CEE N°93/43  - D.Lgs. n°155/97e successive modifiche

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DERATTIZZAZIONE
 

 
 

La lotta antimurina rappresenta sicuramente la principale attività per ogni impresa di servizi di disinfestazione, in quanto il problema dei roditori sinantropici sta ormai interessando in maniera preoccupante ogni tessuto urbano, dove questi si riproducono a ritmi incalzanti grazie alle cospicue fonti alimentari, alla diffusa possibilità di ricovero ed alla loro capacità di adattamento e sopravvivenza.

Costanti interventi di controllo e di bonifica sono indispensabili per il contenimento del fenomeno, e devono essere attivati sia dagli enti pubblici (Comuni, Province, Comprensori e strutture pubbliche) che dai privati (edifici ad uso abitativo, alberghi e ristoranti, cantieri, industrie, ecc.), in quanto topi e ratti sono i principali vettori di leptospire e di altri patogeni pericolosi per l’uomo.

Ogni intervento di derattizzazione deve essere preceduto da un’attenta analisi del territorio e del contesto urbano nel quale viene intrapreso, della tipologia delle strutture da trattare, dei possibili focolai d’infestazione, delle specie murine presenti, ecc.

Tutto ciò presuppone preventivi sopralluoghi, monitoraggi, avvistamenti, raccolta di informazioni e studi per ovviare al problema, che consentano innanzittutto  l’adozione di accorgimenti e correttivi in grado di contenere la proliferazione di questi sgradevoli commensali dell’uomo.

Particolarmente importante risulta essere l’identificazione delle specie da combattere, poiché i cicli biologici, gli habitat e le abitudini alimentari variano a seconda del tipo di ratto o topo infestante, e di conseguenza i metodi di lotta per il contenimento delle colonie richiedono approcci diversi.

Le principali specie murine presenti sui territori dell’Arcipelago Toscano sono le seguenti:

  • Genere Apodemus

Di dimensioni superiori a quelle del topo domestico, Apodemus silvaticus è una specie indigena delle pinete e delle aree agresti;  è facilmente riconoscibile a colpo d’occhio per la colorazione del mantello bruno-rossastra e per la caratteristica andatura saltellante.
Vive in tane ipogee, lungo le sponde dei fossi e dei canali di scolo delle acque meteoriche, nelle quali accumula provviste alimentari;  si ciba di semi e frutti selvatici, insetti e molluschi, e si riproduce abitualmente nei mesi caldi con un numero medio di 4-5 piccoli per parto.

  • Genere Mus

Abituale commensale dell’uomo il Mus Musculus (topolino domestico) è un piccolo roditore che vive in case, magazzini, ecc., ma può essere presente anche in contesti silvani, dove scava tane ipogee per la nidificazione.
E’ attivo perloppiù di notte ed ama ovattare la tana con materiali cartacei e tessili, procurando in tal modo danni a mobili e suppellettili all’interno delle abitazioni.
Si nutre preferibilmente di granaglie, ma si adatta facilmente ad alimenti di vario genere, compresi i rifiuti urbani.
Per facilitare i propri spostamenti ed affinare la dentatura rosicchia gli eventuali ostacoli che incontra sul cammino (imballaggi, coibentazioni, mobilio, fili elettrici, ecc.), provocando spesso dei corto-circuiti.

  • Genere Rattus

Questo genere comprende varie specie, di cui le più importanti sono :

-   Rattus rattus (ratto nero o ratto dei tetti) che vive a stretto contatto con l’uomo occupando le parti più alte ed asciutte delle sue abitazioni, pur vivendo anche allo stato selvatico, in foreste di latifoglie e pinete, dove si insedia ai margini conducendo una vita prettamente arboricola.
Di colorazione grigio scura o nera e leggermente più piccolo e slanciato  rispetto al ratto norvegico, si riproduce da maggio a settembre, possiede abitudini sociali e la sua massima attività è notturna, poiché cerca di evitare pericoli essendo prudente.

-   Rattus norvegicus (surmolotto o chiavica) noto comunemente anche come ratto di fogna, vive comunemente a stretto contatto con l’uomo infestando ogni tipo di ambiente, da quello urbano a quello agricolo.
Dotato di grande capacità di adattamento ed alta prolificità, costituisce oggi la specie più dannosa e perniciosa in relazione alla diffusione e trasmissione di patogeni di ogni tipo, responsabili di malattie quali salmonellosi, tifo, colera, leptospirosi, rabbia, peste, ecc..
Quando vive come commensale dell’uomo si insedia preferibilmente in ambienti umidi quali cantine, fognature, cortili;  vive egregiamente nei pollai, negli allevamenti zootecnici e a ridosso di magazzini di derrate alimentari.

-   Nell’ Arcipelago Toscano, così come in Sardegna ed in altre isole tirreniche  esiste  anche il Ratto Alessandrino, una specie che vive sui pini ed altre piante trasferendosi da queste alle abitazioni correndo lungo i fili elettrici o arrampicandosi su terrazzi e parti alte delle abitazioni.
Essi si cibano principalmente di pinoli, semi e granaglie.

 

 METODI DI LOTTA:

Viene ribadita l’importanza di una corretta prevenzione e profilassi che, partendo dall’individuazione dei possibili focolai d’infestazione cerchi di ridurre e contenere al massimo la possibilità di prolificazione di questi roditori.

Opere di bonifica territoriale, adozione di frequenti rimozioni nei cassonetti dei rifiuti, sigillatura di fori nei lastricati e nei tombini fognari, ecc. contribuiscono notevolmente a limitare il problema, fermo restando l’importanza fondamentale del ricorso alla lotta chimica, eseguita in modo professionale e continuativo.

Nell’ambito di ogni intervento di derattizzazione la scelta dei materiali da impiegare assume carattere determinante, al fine di selezionare quelle esche che meglio si adattano al particolare ambiente ed alla specie target.


I prodotti utilizzati, sotto forma di bustine, zollette paraffinate, pellets, salsicciotti e cereali sfusi, sono principalmente anticoagulanti cumarinici a base di Clorofacinone, Bromadiolone, Brodifacoum, Difenacoum, Colecalciferolo (Vitamina D), ecc. che causano la morte del roditore per emorragia interna, con un’azione tossica che si manifesta lentamente, per non insospettire gli altri topi.
E’ opportuno alternare frequentemente i princìpi attivi dei topicidi, per non causare fenomeni di assuefazione e conseguente rifiuto da parte dei muridi.

In caso di ingestione accidentale delle esche da parte di animali domestici è necessario ricorrere immediatamente alle cure di un veterinario, che solitamente interviene con apporti di vitamina K 1, l’antidoto di elezione per il ripristino della sintesi epatica dei fattori della coagulazione.

A salvaguardia degli animali non target, delle persone e dell’ambiente, i rodenticidi vengono collocati in appositi erogatori permanenti, particolarmente sicuri ed indispensabili per le operazioni di monitoraggio periodico.
In commercio esistono vari tipi di distributori, adattabili alle varie situazioni ed al sito nel quale vengono installati.

Quelli maggiormente usati dalla nostra impresa sono i seguenti:
      -
 Ristorat Personalizzata
      -
 Ristoramatic a “T” con caricatore
      - Eaton’s Metal Rat Size
      - Ristorat Bivalente per il monitoraggio DR-DBL

Tutte le postazioni fisse vengono numerate progressivamente e mappate su piantine digitalizzate, al fine di consentirne una rapida e precisa individuazione.
Per maggiore sicurezza, i dispenser per il monitoraggio DR-DBL, installati negli interni di cucine e laboratori, vengono indicati da idonei cartelli verdi soprastanti le postazioni.

Dopo ogni intervento, sui Rapporti di Lavoro vengono rilevati i livelli di adescamento nelle varie stazioni fisse, al fine di valutare costantemente la situazione e tutte le opportune iniziative da intraprendere per il conseguimento di risultati ottimali.

 

 
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